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As Autumn Calls -
"Emotionless EP"(2010, autoprodotto)
di Erika "Eyrikyer" Martin

Tracklist:
- Emotionless
- Isolation
- Resignation
Line Up:
Andrew - Clean Vocals, Guitars
James - Growling Vocals, Bass
Autunno: la stagione corrispondente, nell'immaginario
collettivo, ad un metaforico letto di morte, la stagione della malinconia,
dell'arrivo a passo
felpato del gelo, del decesso della natura e del buio che va prendendo il
sopravvento sulla luce.
In questo immaginario d'ombra va nascendo e sviluppandosi il sound degli As
Autumn Calls, duo canadese che risponde alla chiamata autunnale nel 2005 e,
dopo ben 3 anni di sudato songwriting, da alla luce(una luce pur sempre molto
rarefatta)un full lenght, "An Autumn Departure", che non verrà mai
pubblicato(per quanto corra voce che la band intenda rimasterizzarlo e
riproporlo in futuro). Senza perdersi però d'animo - come è bene che sia -,
Andrew e James realizzano l'Ep "Emotionless", che consta di 3 tracce di Doom
Death Metal
melodico, con leggere sfumature Depressive Rock.
Il sound dei nostri risente di evidenti influenze - su tutte, quel "Brave Murder
Day" che fece scuola, i Swallow The Sun e gli Agalloch -, ma nonostante non
brilli per originalità le tracce scorrono, riuscendo a convincere e coinvolgere:
sin dall'opening "Emotionless" il mood atmosferico dei nostri ci avvolge, ed un
growl paradossalmente sussurrato, quasi intimo, grida un dolore che non vuole
una parte da protagonista, lasciando a dei toccanti fraseggi il compito di
narrare le sofferenze dell'apatia. La successiva "Isolation", seppur composta
della stessa materia grigia e monolitica, punta
meno sul pathos e più sulla furia, una rabbia che va stemperandosi fino a
culminare nell'apparente speranza espressa dal break acustico(manco a dirlo, di
Opethiana memoria)...feeling che viene ripreso dalla finale "Resignation", forse
il pezzo meglio concepito della triade: dall'apertura arpeggiata, con
protagoniste le clean vocals, che rimanda per qualche ragione ai Draconian,
esplode poi in un'apocalisse distorta, accompagnata da una batteria che da
rarefatta si fa via via più viva ed incalzante, e giunge al finale cambio di
tempo di stampo decisamente death, molto cattivo, che riporta alla
mente i primissimi My Dying Bride.
Tirando le somme, questo degli As Autumn Calls potrà non essere un EP
trascendentale, ma chiunque ami e segua il genere dovrebbe dare una chance a
questi ragazzi, ed appuntarsi che nel 2011 è molto
probabile una loro prima release ufficiale...
Voto: 7/10
www.myspace.com/asautumncalls
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