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INTERVISTA IRA DEL BACCANO

(a cura di  Antonio Fazio)

Intervista ad Alessandro Drughito Santori, chitarrista e mentore de l'ira
del baccano....

1. Sandro vorrei iniziare dal passato: puoi brevemente
descriverci l'esperienza Loosin 'o' Frequencies, parlarci del mcd che realizzaste e come si è
giunti a l'Ira del baccano?
Con i loosin si torna indietro ormai di 13 anni, allora eravamo una
formazione a 6 con voce e tastiere, musicalmente l'orientamento era un
incrocio tra il gothic doom e lo stoner anche se vi erano gia' alcune
peculiarita' che poi si sono sviluppate ne l'ira del baccano, come
l'approccio psichedelico/noise di alcuni arrangiamenti di chitarra. Nel 2000
publicammo un mcd intitolato "Regeneration" che uscì per la Beard of stars
records e si avvalse della produzione artistica di paul chain; il cd ebbe un
buon successo. 2 anni piu' tardi entrammo in studio per il primo album,  ma
incominciammo ad avere problemi nella line up che portarono le registrazioni
a durare piu' di un anno, quindi alla fine, nonostante il disco fosse
finito ed i promozionali mandati in giro ebbero una grande accoglienza da
parte della critica su siti internet etc., l'album non uscì mai e ci
ritrovammo solo io l'altro chitarrista rob malerba. Le cose rallentarono
molto a causa di problemi lavorativi e solo 2 anni dopo incominciammo a
rimettere su una line up stabile con l'entrata di Sandro "Fred" Salvi alla
batteria e Massimo Siravo al basso. Nel frattempo il nostro stile si era
evoluto verso la psichedelia e trovammo molte difficolta nel trovare una
voce che ci soddisfacesse, il resto fu semplice: dopo un anno di prove
strumentali ci guardammo semplicemente in faccia e dicemmo "siamo
strumentali, incominciamo a pensare strumentale e vediamo cosa succede". In
quel momento i loosin'o'frequencies si erano evoluti ne l'ira del baccano.

2. La vostra scelta di proporre musica del tutto
strumentale pur coraggiosa, credi che alla lunga possa in qualche modo
penalizzarvi? Se non in termini stilistici certamente potrebbe avvenire in
termini di notorietà.
Guarda Antonio sinceramente se ci fossimo posti questo tipo di problema
allora avremmo sicuramente in qualche modo trovato una soluzione riguardo la
voce e avremmo fatto in modo di rientrare stilisticamente in canoni piu'
precisi. La nostra è stata un'evoluzione mentale; concepire la musica
strumentalmente ci ha aperto le porte ad una liberta' come musicisti e
compositori che prima non avevamo. Ci siamo resi subito conto che la
proposta poteva non essere propriamente di facile accesso, ma poi sono stati
i fatti a smentirci e incoraggiarci a proseguire su questa strada, con le
prime uscite live della band. Ricordo il primissimo concerto: eravamo molto
tesi, ma alla fine riuscimmo a tenere inchiodate le persone per 2 ore e alla
fine dell'esibizione tutti volevano un cd, dal metallaro al fan del prog e
del rock '70. In quel momento ci siamo resi conto che la strada era quella
giusta e che paradossalmente proprio l'essere in qualche modo cosi "di
nicchia" suscitava curiosita' negli ascoltatori. La conferma di questo
avvenne con l'apertura della nostra pagina myspace, e l'arrivo di richieste e
complimenti da gente con gusti musicali veramente etereogeni. Magari le
nostre canzoni non saranno mai trasmesse alla radio, ma come dicevo prima
proprio l'essere degli "animali rari" ci sta permettendo di ritagliarci la
nostra fetta di fans, se avessimo fatto scelte piu' "facili" scegliendo di
incanalarci in un genere ben definito anche da un punto di vista di
songwriting,  saremmo stati semplicemente l'ennesima band stoner o doom clone
dei mostri sacri del genere, invece a quanto pare chi ci sente trova in noi
qualcosa di differente rispetto al "normale".


3. Avete scelto di realizzare un album live, questo
perchè ritieni la dimensione live più congeniale allo spirito della band, o
quali sono le altri ed eventuali ragioni?

La prima motivazione è stata diretta conseguenza di cio' che ti dicevo prima riguardo le richieste da parte della gente dopo i nostri primi
concerti. Io avevo registrato con il mio studio mobile le nostre
esibizioni, riascoltando le registrazioni ci rendemmo conto che riuscivano a
catturare bene l'essenza di cio' che volevamo trasmettere alla gente, tanto
la potenza quanto le parti improvvisate che per noi sono di fondamentale
importanza. E' il nostro modo di suonare, lasciare sempre i pezzi " in
divenire"; vista quindi la bonta' delle riprese decisi di mixarle nel mio
studio e divennero poi il nostro primo album "si non sedes is", il nostro modo
di "presentarci" al mondo esterno, nella maniera piu' schietta e vera
possibile, live, senza sovraincisioni o ritocchi, solo noi 4 con tutti i
limiti che puo' comportare, compresi gli errori. Credo che questo sia
piaciuto alla gente perchè in qualche modo come ti dicevo restituisce un'immagine "vera". Da tecnico del suono conosco le magie che si fanno in
studio, ormai non c'è piu' nessuno che "suoni male" sui dischi, le voci si
intonano, gli strumenti si mettono a tempo etc, ma dal vivo poi è un'altra
storia. Noi abbiamo scelto un approccio diverso, presentandoci dicendo
"ecco..questi siamo noi che suoniamo la nostra musica..catturando un singolo
irripetibile momento e soprattutto vero". Pensa che le registrazioni di si
non sedes contengono brani tratti dai nostri primi 2 concerti in assoluto.



4. Cosa spinge oggi una band come la
vostra ad addentrarsi in territori più volte esplorati in passato, quale lo
space rock-psychedelic rock seppur con ottimi risultati?
Per quanto ci riguarda è la passione per un certo modo di suonare ed
intendere la musica, l'essere diventati strumentali ci ha permesso, quasi
senza rendercene conto, di abbandonare il classico schema canzone. Quello
che ci piace veramente in quello che tu hai definito space rock è la
liberta' che questo approccio alla musica ci consente, una liberta' che nel
passato per i gruppi storici che facevano parte di questa scena era la
norma, ognuno aveva un proprio stile riconoscibile ma all'interno di un
album vi era una varieta' incredibile nelle composizioni. Questa liberta'
compositiva col passare degli anni si è ridotta drasticamente, forse per
colpa del mercato stesso, forse per la necessita' dei media di etichettare e
racchiudere i generi. A noi piace pensare di riuscire in qualche modo con
quello che stiamo facendo, a riappropriarci di questa liberta' e trasmetterla
a chi ci sente, vorremo idealmente che chi ci ascolta possa riconoscere il
nostro marchio ma al tempo stesso non sappia esattamente cosa aspettarsi. Il
nostro ascoltatore ideale è curioso ed ha la stessa voglia di liberta'
, vorremmo che sentisse uno dei nostri lunghi pezzi come quando si legge un
libro che cattura: si arriva alla fine di una pagina pensando a cosa
succedera'nella storia voltandola, cosi vorremo accompagnare la gente
nell'ascolto della nostra musica.


5. Poichè non vi sono testi nella vostra musica, si evince comunque un interesse per l'infinito, lo
spazio, il mistero, ma anche visioni mistico spirituali. Sono questi argomenti
che a voi interessano o ciò è scaturito dal fatto che ben si sposano con il
vostro sound hypnotico?
Saro' sincero: niente di tutto questo!!!Potrei dirti tante cose riguardo
presunte influenze "letterarie" o che mettiamo nella musica la nostra
spiritualita', la nostra visione del mondo etc, ma la realta' è che cio' che
facciamo e componiamo è il risultato di noi 4 insieme che suoniamo, puro e
semplice. Lasciamo fuori dall'atto del suonare i nostri background
personali, a livello cosciente non vogliamo assolutamente esprimere nulla, la
musica è un espressione a se stante, cio' che viene fuori non è in alcun
modo mediato da altri propositi. Ancora una volta liberta' è la parola, non
vogliamo indirizzare in alcun modo chi ci ascolta, ma al
contrario, vogliamo che l'ascoltatore "usi" la nostra musica per il proprio
modo di essere e la propria spiritualita', vogliamo che ognuno sia libero di
tradurre i nostri suoni come crede.

6. Vi collocate nel calderone stoner-doom , quali
bands del nostro Paese ti hanno maggiormente impressionato, e con quali
eventualmente avete buoni rapporti? 
Beh ci sono moltissime bands qui in Italia che ci piacciono e con le quali
siamo legati da grande rispetto sia a livello musicale che
personale: Doomraiser, Sesta marconi, Kill the easter rabbit, Godwat
redemption, Midryasi, Vitales Exsequiae solo per citarne alcuni. La cosa piu'
bella secondo me è che prima di tutto con molti di loro l'amicizia è nata a
livello musicale ed è in seguito diventata con molti anche personale.


7. Parlaci delle tue influenze musicali e
non, cioè cosa può ispirarti oltre alle bands che hai sempre amato. 
Come principale songwriter della band posso dirti che ad ispirami sono
principalmente gli altri musicisti del gruppo con cui ho la fortuna di
lavorare a questo progetto. E' il loro modo di suonare che plasma le mie idee
ed "intorno" a loro i miei riffs prendono vita e senso e diventano l'ira del
baccano. Poi ovviamente come musicista ci sono le influenze sotto le quali
mi sono formato che sono veramente varie, ma questo è dato anche dal mio
lavoro. Facendo il tecnico del suono mi sono abituato ormai ad avere a che
fare con ogni tipo di musica e a capire che in ogni genere, anche il piu'
lontano ci puo' essere una qualche fonte di ispirazione anche solo
concettuale, per quanto riguarda invece cose extra musicali le tengo per
me, perchè come ti dicevo non voglio "indirizzare" in alcun modo un
possibile ascoltatore riguardo poi la musica del gruppo.


8. Che ricordo hai di un personaggio qual è Paul Chain, autentico guru del doom
nostrano, con cui in passato ti è capitato di lavorarci?
Allora qui mi collego in qualche modo a cioè che ho detto prima. Bisogna
scindere la parte e soprattutto l'immagine artistica da quella personale di
un musicista: lavorare con lui fu' sicuramente stimolante dal punto di vista
musicale, era un nostro mito, ma a livello personale le cose non andarono
benissimo. Senza scendere in particolari, l'immagine di un artista non
dice niente sulla sua vera natura di uomo.

9. Avete da poco realizzato uno split cd. Vuoi parlarcene?
Il nuovo split cd è uscito qualche settimana fa e lo abbiamo fatto insieme
ai nostri amici di Roma Watermelon Time , si puo' comprare ai nostri concerti
e tramite lo shop ufficiale del gruppo. E' nato piu' che altro dall'esigenza
di far girare nuove cose nell'attesa del prossimo disco ufficiale, per
quanto ci riguarda nel cd ci sono 3 nostri pezzi, nuove versioni di canzoni
gia' presenti in "si non sedes is", le abbiamo scelte per mettere ancora una
volta l'accento sul nostro modo di approcciare la musica. Chi ha anche il
primo album potra' vedere come gli stessi pezzi sono suonati in maniera
molto differente perchè tratti da altri concerti. Ci piace pensare che chi
ci ascolta possa trovare senso nell'avere anche 10 versioni di una nostra
canzone, perchè sa' che in ognuno trovera' delle sfumature diverse.

10. Come pensi sia attualmente la realtà live underground nel nostro Paese che tu ben conosci? Quante
possibilità possono avere le nuove bands che si affacciano e che intendono
proporre musica genuina priva di compromessi come la vostra?
Come si diceva prima la scena italiana sta vivendo un gran momento
secondo me, la qualita' delle band è molto alta e non abbiamo sicuramente da
invidiare nulla ai gruppi esteri. La mia speranza è che a questa crescita di
livello, si affianchi anche una crescita di interesse da parte di chi
ascolta, che produce e di chi "dovrebbe" far suonare. Per quanto riguarda le
possibilita' per bands come la nostra, beh oggi abbiamo la fortuna di avere
internet ed i vari social network come myspace, che in qualche modo hanno
reso piu' democratico l'accesso a certa musica restituendo alla gente il
potere di decidere cosa ascoltare, ed ha arginato il monopolio di radio e
giornali che prima potevano decidere chi mostrare e chi far sentire. Oggi la
musica è tutta li', basta essere curiosi e cercare qualcosa che ci
piaccia. Tornando ad una delle tue prime domande, una band come la nostra
senza myspace non avrebbe mai avuto la possibilita' di farsi conoscere e
raggiungere cosi tante persone.


11. Parlaci dei progetti futuri de l'ira del baccano e come svilupperete l'attività live.
Stiamo lavorando al nostro secondo album. Posso anticiparti che dovrebbe
contenere 4 brani per piu' di 60 minuti di musica, meta' del disco, un pezzo
di 30 minuti,è gia' pronta. Nei prossimi 2 mesi registreremo nel nuovo
studio che sto' aprendo a Roma con il chitarrista dei Novembre,  Massimiliano
Pagliuso,  i restanti brani. L'uscita se tutto va bene, dovrebbe essere per
dopo l'estate. Sul fronte concerti al momento siamo fermi appunto per
concentrarci sulle registrazioni, se capitera' faremo qualche festival
estivo, ma in generale l'idea è di aspettare l'uscita dell'album per poter
organizzare un tour piu' esteso promozionale cercando di andare anche
all'estero.


12. Un saluto ai lettori ed un pensiero ad essi liberamente tratto dai tuoi
pensieri, grazie ad Alessandro e complimenti all'Ira del Baccano!
Ringrazio te e Come My Fanatics per questa chiacchierata. Un saluto a
tutti quelli che conoscono ed apprezzano l'Ira del baccano, aspettate il
nuovo album perchè rimarrete stupiti!!!A chi invece sta leggendo senza
averci mai sentito, spero di aver suscitato un po' di curiosita' e che magari
fara' un salto sul nostro myspace. Ah un'ultima raccomandazione: siate
sempre curiosi di conoscere nuove cose, nuova musica ,nuovi gruppi; la
curiosita' rende la vita piu' interessante


 

 


 

 

 

 


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